Lo scorso 11 giugno 2025, l’Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti ha riportato dati che evidenziano un calo dei prezzi nel settore abbigliamento del 0,4% tra aprile e maggio 2025, con un calo che si attesa a 0,9% rispetto all’anno precedente. Tutto ciò, in un contesto in cui l’inflazione in USA è stimata al 2,4%, dato in linea con le aspettative. Questo andamento è legato a dinamiche di mercato che hanno temporaneamente contenuto i rincari, come la necessità di vendere le scorte accumulate prima delle nuove tariffe commerciali e la volontà dei rivenditori di restare competitivi.
Tuttavia, l’impatto effettivo dei dazi sulle importazioni, introdotti di recente, non si è ancora manifestato completamente. Secondo molte analisi, è probabile che i prezzi inizieranno a salire nei prossimi mesi, man mano che le scorte verranno esaurite e le catene di approvvigionamento si adegueranno alle nuove condizioni. Alcuni marchi del lusso hanno già rivisto i listini verso l’alto, trasferendo parzialmente i costi sui consumatori, e altri stanno seguendo lo stesso approccio.
Le aziende del fast fashion, da parte loro, si trovano ad affrontare un aggravio significativo, soprattutto a causa dell’eliminazione dell’esenzione doganale per le spedizioni sotto una certa soglia di valore. Questo ha portato a un incremento sostanziale dei costi per singolo pacco destinato al mercato statunitense. Molte imprese stanno valutando la possibilità di diversificare la produzione, spostandola in altri Paesi, anche se l’adattamento richiede tempo e investimenti.
Le grandi catene retail, in particolare quelle con una forte presenza fisica e online, stanno cercando di contenere i danni derivanti dall’aumento dei costi, riducendo promozioni e omaggi, rivedendo i contratti con i fornitori e cercando soluzioni alternative alla produzione cinese. Intanto, sul mercato finanziario si avvertono segnali di tensione, con i titoli del lusso in calo, influenzati anche dalla prospettiva di nuovi dazi in arrivo.
Un recente accordo tra Stati Uniti e Cina ha introdotto una tregua temporanea di tre mesi, alleggerendo parzialmente le tariffe. Nonostante questo, il settore moda continua a muoversi con cautela, consapevole che la pressione sui prezzi non è affatto scomparsa.
Fonte: pambianconews.com
