Gli Stati Uniti introdurranno dazi del 20% sulle importazioni dall’Unione Europea, come annunciato dal presidente Donald Trump in una conferenza alla Casa Bianca. Le misure, previste da mesi, entreranno in vigore tra il 5 e il 9 aprile. Trump ha definito il provvedimento una svolta per la ricchezza americana, ponendo fine a quello che ha descritto come uno “saccheggio” economico da parte di altri Paesi.

Trump ha accusato l’UE di aver approfittato degli USA applicando dazi elevati. In risposta, ha deciso di imporre tariffe corrispondenti alla metà di quelle già in vigore nei confronti degli Stati Uniti. La Cina subirà dazi del 34%, mentre altri Paesi come il Regno Unito (10%), il Giappone (24%) e la Svizzera (31%) saranno colpiti da tariffe differenziate. Inoltre, dal 5 aprile entrerà in vigore un dazio del 25% sulle automobili straniere.

L’amministrazione americana prevede di generare fino a 6 trilioni di dollari con queste misure, destinati a ridurre il debito e le tasse. Tuttavia, Moody’s ha avvertito che il provvedimento potrebbe aumentare la disoccupazione negli Stati Uniti al 7,3% e causare una contrazione del PIL dell’1,7%, con conseguenze globali.

Il settore della moda e del tessile-abbigliamento è particolarmente allarmato. Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, ha sottolineato che il comparto, già in difficoltà, non può permettersi ulteriori ostacoli commerciali. Nonostante il calo dell’export nel 2024, gli Stati Uniti restano un mercato chiave per il settore, con un valore di quasi 3 miliardi di euro.

Gli analisti finanziari temono una ripercussione diretta sui prezzi al consumo. Barclays prevede che molte aziende aumenteranno i listini per compensare i costi delle tariffe, mentre Intermonte sottolinea che il lusso potrebbe essere meno colpito rispetto ad altri settori come il food & beverage. Al momento, farmaci, semiconduttori e alcune materie prime rimangono esenti dai dazi.

Le borse europee hanno reagito negativamente, mentre le aziende con produzione negli Stati Uniti hanno visto un rialzo. In forte calo i titoli di Nike e Adidas, penalizzati dai dazi su Cina e Vietnam, Paesi strategici per la loro produzione.

Fonte: pambianconews.com