Nel corso del mese di maggio sono emerse stime sempre più precise riguardanti l’impatto che la pandemia in corso a livello mondiale sta avendo e avrà sul settore della moda. Il report denominato “Covid-19 response in apparel, fashion & luxury” realizzato da McKinsey&Company e aggiornato lo scorso 29 aprile parlava di un invenduto che risulterà triplicato rispetto alle attese. Ciò dovrebbe spingere i brand ad attuare poi una fase di sconti e promozioni, per generare un nuovo flusso di entrate e liberare i magazzini.

A inizio maggio SMI (Sistema Moda Italia) stimava che le aziende del settore tessile-moda italiano avessero già perso circa 3 miliardi di Euro di fatturato: dato destinato a raggiungere i 9 miliardi di Euro nel corso del 2020. Sul campione di aziende analizzato è emerso che il 42% delle aziende interpellate ha accusato un calo del fatturato compreso tra il 20% e il 50%. A riprova di ciò, sono poi giunti i dati relativi al primo quadrimestre dell’anno: Tod’s, ad esempio, registra un -29.4% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019. In calo anche Richemont (-18% sul quarto trimestre dell’esercizio 2019-2020). Q1 a -29.9% per Geox, -31.9% per Urban Outfitters, -30% Ferragamo con un risultato netto negativo di 41 milioni di Euro: questi per citare alcuni dati, che appaiono in linea con le stime SMI.

In questo scenario, tuttavia, le aziende che sanno sfruttare le caratteristiche della situazione hanno l’opportunità più unica che rara di veder crescere in modo esponenziale le proprie vendite: è questo il caso di Farfetch, e-tailer della fascia luxury fashion, che nei primi tre mesi del 2020 ha visto crescere il fatturato del 90%. A fare la differenza, secondo il fondatore José Neves, tre fattori: logistica globale, fornitura geo-diversificata e servizi localizzati.

Fonte: https://www.pambianconews.com/2020/05/18/fenomeno-farfetch-nel-q1-del-virus-i-ricavi-quasi-raddoppiano-293524/