Dopo un negoziato durato un quarto di secolo, l’Unione europea ha dato il via libera definitivo all’accordo di libero scambio con il Mercosur. La ratifica è stata approvata a maggioranza qualificata dagli Stati membri, nonostante l’opposizione di Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda e l’astensione del Belgio. L’intesa, avviata nel 1999, segna una svolta nei rapporti commerciali tra l’Unione europea e il blocco sudamericano del Mercosur, che comprende Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay, coinvolgendo un bacino di oltre 700 milioni di consumatori.

Il testo prevede una progressiva abolizione dei dazi su più del 90% delle merci scambiate tra le due aree. In particolare, verranno liberalizzate la maggior parte delle esportazioni europee verso il Sud America, come automobili, macchinari, tecnologie digitali, prodotti tessili e alimentari trasformati, così come una quota analoga delle esportazioni del Mercosur dirette in Europa, incluse carni, zucchero e pollame. Secondo la Commissione europea, l’accordo dovrebbe rafforzare gli scambi e gli investimenti, con un aumento stimato delle esportazioni Ue di circa 50 miliardi di euro entro il 2040 e una crescita più contenuta ma significativa per i Paesi sudamericani.

Per tutelare i settori agricoli più vulnerabili, sono state introdotte clausole di salvaguardia: se le importazioni supereranno determinate soglie di volume o causeranno un calo dei prezzi, Bruxelles potrà avviare verifiche e sospendere temporaneamente i benefici tariffari. La soglia di intervento è stata abbassata rispetto alle ipotesi iniziali, anche su sollecitazione dell’Italia.

Proprio per l’Italia l’accordo ha un peso rilevante: quasi un milione di posti di lavoro è collegato agli scambi con il Mercosur e migliaia di imprese italiane sono già attive nell’area. Particolare attenzione è rivolta al comparto moda, che potrà beneficiare della riduzione di dazi oggi molto elevati, anche se i volumi attuali restano limitati e discontinui. L’ultimo passaggio sarà l’approvazione del Parlamento europeo, necessaria per rendere operativo l’accordo.

Fonte: pambianconews.com