22 novembre 2016 dalle 17.00 alle 18.30 – Municipio di Stabio, via Ufentina 25

FASHION E LUXURY 2020: GLI IMPERATIVI STRATEGICI PER LEADER E DECISION MAKER

FASHION INNOVATION HUB e DELOITTE sono lieti di presentare gli imperativi strategici a cui i leader del mondo Fashion & Luxury sono chiamati a rispondere per affrontare il mercato nel prossimo futuro, con un approfondimento sulla strategia digitale.

Agenda dei lavori

17.00 – Saluti Istituzionali

17.10 – Nuovi percorsi di acquisto nel Fashion & Luxury

Luciano Monga è il Partner responsabile di Deloitte in Ticino. Con quasi 20 anni di esperienza, ha condotto numerosi mandati di revisione e consulenza di società nazionali e internazionali. Luciano ha collaborato nel progetto di ricerca “Modelli di business innovativi per la crescita profittevole – Imprese e imprenditori eccellenti nella Svizzera Italiana.

17.25 – 2020: Gli imperativi strategici per i leader

Alessandro Regogliosi è Director presso Deloitte a Lugano. Ha maturato oltre 18 anni di esperienza come revisore e consulente in ambito risk advisory e accounting su mercati internazionali, specializzandosi nel settore Consumer & Industrial Products, con focus sul segmento Fashion & Luxury.

17.40 – Quale strategia digitale per sostenere l’innovazione?

Roger Lay è il responsabile dei servizi Digital presso Deloitte in Svizzera. Vanta oltre 15 anni di esperienza su mercati internazionali, nell’ambito di progetti volti a modellare visione e strategia digitale e stimolare l’innovazione. Ha condotto diversi mandati in ambito moda, lusso e retail.

18.00 – Aperitivo

Informazioni

L’evento è gratuito, per questioni organizzative è gradita la conferma scrivendo a fashioninnovationhub@stabio.ch

Le indicazioni per il parcheggio saranno mostrate sul posto.

Organizzatori: Fashion Innovation Hub – Stabio
Partners: Deloitte – Centro di Eccellenza Deloitte EMEA Fashion & Luxury

Per rispondere ai bisogni del segmento Fashion & Luxury, Deloitte ha istituito il Centro di Eccellenza EMEA che raggruppa i principali esperti di settore, fra cui i relatori di questo convegno. La missione è affiancare le imprese del Fashion & Luxury, per trasformare le sfide in opportunità e soluzioni innovative.

E’ con piacere che vi riproponiamo i redazionali apparsi sui numeri di PardoLive – il giornale del Festival – che riguardano il nostro settore e la nostra attività associativa.

 

03. 08. 2016 – Intervista all’avv. Marina Masoni – Presidente Ticinomoda

04.08.2016 – CAS – Certificate of Advanced Studies – Smart e-Fashion – Technology driven fashion business development

05.08.2016 – Intervista a Stefano Rizzi – capo della Divisione dell’economia per il canton Ticino

06.08.2016 – Riri SA, Mendrisio

07.08.2016 – Intervista a Franco Cavadini – Presidente onorario Ticinomoda

08.08.2016 – Grandi marchi presenti in Ticino

09.08.2016 – Intervista a Luca Albertoni – Direttore della Cc-Ti

10.08.2016 – PMI – piccole perle in Canton Ticino

11.08.2016 – Intervista a Glauco Martinetti – Presidente della Cc-Ti

12.08.2016 –Sostenibilità – elemento chiave in ogni ditta

13.08.2016 – Formazione – i talenti di domani 

 

COMUNICAZIONE AI SOCI

Il prossimo 1 agosto è prevista l’entrata in vigore del Regolamento del Consiglio di Stato sulla cosiddetta tassa di collegamento (imposizione fiscale dei posteggi).
All’interno dell’area HR potrete trovare delle informazioni utili al riguardo.

Il Segretariato dell’Associazione rimane a vostra disposizione per maggiori dettagli.

Martedì 24 maggio si è svolta con successo l’Assemblea generale ordinaria 2016, presso la sala 1 del LAC (Lugano Arte Cultura).

Eccovi alcuni scatti della serata (© Ti-Press / Francesca Agosta):

Qui di seguito potrete:

scaricare la relazione della Presidente, Avv. Marina Masoni
scaricare la relazione dell’ospite, Ferruccio de Bortoli
visualizzare l’evento nei media

Professionisti in Smart e-fashion in divenire

Iniziato in settembre il CAS nell’ambito della moda,
sostenuto anche dalla Cc-Ti

Il percorso formativo che porta all’ottenimento di un CAS in “Smart e-Fashion – Enhabling technologies for fashion business innovation driven development”, sostenuto dalla Cc-Ti, ed organizzato da Ticinomoda insieme al Dipartimento di Tecnologie Innovative (DTI) della SUPSI è partito ufficialmente lo scorso 9 settembre. Ricordiamo che quest’offerta formativa è stata pensata per il comparto della moda, settore di primaria importanza per l’economia cantonale, ed è stata strutturata grazie all’intenso lavoro di Ticinomoda – l’associazione di riferimento del ramo della moda in Ticino – sostenuta in modo concreto dalla Cc-Ti.
Da sempre la Cc-Ti si occupa anche dello sviluppo e della consulenza alle attività delle associazioni di categoria ad essa affiliate, promuovendone insieme le innovazioni. Storico è il legame che unisce Ticinomoda alla Cc-Ti, e si rinsalda di anno in anno grazie ad ottime collaborazioni. E questo è un altro esempio tangibile di come il nostro lavoro a fianco delle associazioni di categoria, anche nel campo della formazione, dia frutti positivi. Tra gli obiettivi del CAS in Smart e-fashion ricordiamo l’accrescimento delle competenze condivise nel settore, creando nuovi approcci su temi innovativi e strategici per il futuro. Strutturato su 120 ore-lezione, il CAS prevede di toccare differenti aspetti della catena di approvvigionamento e distribuzione del settore della moda, quali: multicanalità, sostenibilità, tecnologie innovative, gestione e analisi dei dati e analisi di casi pratici.

Maggiori informazioni sono ottenibili presso il Segretariato di
Ticinomoda (Tel. +41 91 911 51 13, info@ticinomoda.ch)
o direttamente presso il Dipartimento di Tecnologie
Innovative della SUPSI (Tel. +41 58 666 65 11, dti@supsi.ch,
www.supsi.ch/dti).

Smart e-Fashion – Enhabling technologies for fashion business innovation driven development”

Ticinomoda e il Dipartimento Tecnologie innovative (DTI) della SUPSI, hanno sviluppato in collaborazione un programma di formazione per un Certificato di studi avanzati (Certificate for Advanced Studies, CAS) – pensato espressamente per il comparto moda – che prende il nome “CAS Smart e-Fashion – Enhabling technologies for fashion business innovation driven development”.
Il programma avrà inizio il prossimo mese di settembre 2016. Si svolgerà su 120 ore di lezione e sarà strutturato in 5 moduli che toccano alcuni aspetti importanti della catena di approvvigionamento e distribuzione nel settore della moda, cioè: multicanalità, sostenibilità, tecnologie innovative, gestione e analisi dei dati e analisi di casi pratici.
Il CAS offre una formazione di alto livello. Trasmette a tutti i profili e tutte le professioni del meta-settore della moda una base e un percorso legate alle seguenti caratteristiche:
1. Premesse per un’attività di successo nell’ambito della filiera di produzione, distribuzione e vendita, inclusi i sistemi multicanale e dell’e-commerce
2. Creazione e diffusione delle competenze per un approccio innovativo a tutti i processi strategici del settore
3. Metodologie per l’ottimizzazione dei processi
Per raggiungere gli obiettivi ci si orienta verso:
1. Nuovi modelli di catena dell’approvvigionamento e distribuzione dei prodotti
2. Nuova catena del valore con attenzione e misurazione scientifica della sostenibilit
3. Industria e produzione 4.0: Internet delle cose, stampa 3D ecc.
4. Gestione e interpretazione intelligente dei dati
5. Applicazioni e casi pratici
Il CAS costituisce il punto di partenza per un percorso Ticinomoda – SUPSI per la crescita delle competenze del capitale umano.
L’obiettivo di questo progetto formativo è creare nelle aziende, nel settore economico e nella stessa associazione un approccio e una competenza condivisa su temi innovativi e strategici per il futuro.
Sul nostro territorio, il meta-settore della moda è molto significativo e diversificato e ha un notevole potenziale di evoluzione positiva. L’esigenza di formazione specifica e sempre al passo con i tempi è manifesta e fondamentale per la crescita delle aziende e del settore: le aziende devono poter contare su un capitale umano competente, perfezionato e aggiornato agli sviluppi e alle innovazioni che si susseguono sul mercato. Ticinomoda, associazione di categoria del settore, e la SUPSI danno una risposta a questa esigenza e alle richieste delle aziende offrendo questo nuovo percorso formativo.

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Il settore della moda rappresenta una grande risorsa per il Cantone, sede produttiva di molte maison internazionali. Marina Masoni racconta il ruolo di Ticinomoda e che direzione sta prendendo il settore

Articolo apparso su Ticino Finanza il 28 aprile 2016 – Clicca qui per accedere alla pagina online

Il marchio swiss made, ambito in tutto il mondo e sinonimo di somma qualità, è ben incarnato anche nel settore della moda di cui il Ticino è portabandiera in tutta la Svizzera. Le maison internazionali che hanno scelto di spostare la loro produzione tra le sponde di Ceresio e Verbano sono molte come numerosissimi sono i brend d’eccellenza ormai da anni su suolo ticinese.

Punto di riferimento e faro per l’intero ramo è Ticinomoda, nata nel 1959 come Associazione Fabbricanti Ramo Abbigliamento a tutela delle aziende tessili e d’abbigliamento del Ticino. Guidata per 37 anni da Franco Cavadini, l’Associazione è passata, a maggio del 2015, nelle mani di Marina Masoni che raccoglie la sfida in un contesto economico difficile, in cui il franco forte non lascia respiro alle aziende.

Sig.ra Masoni, cosa significa moda per il Ticino?

Creatività, apertura, innovazione, progresso economico. Se c’è un’imprenditoria che non conosce confini e che deve inventare sempre qualcosa di nuovo e anche reinventarsi, questa è l’imprenditoria della moda. I gusti dei clienti cambiano in modo rapido e difficilmente prevedibile, l’offerta deve saperli intuire e anche anticipare, deve incentivare e indirizzare la domanda, l’imprenditore della moda deve saper trasformare tutto questo in un’attività produttiva che rende, con investimenti importanti, conoscenza dei mercati, disponibilità di personale capace. Il Ticino ha saputo diventare un territorio attrattivo per questa imprenditoria, dopo una fase di importante e sofferta ristrutturazione dell’industria dell’abbigliamento. Pensiamo ai grandi marchi internazionali che hanno scelto il nostro cantone e che oggi sono motori economici molto forti. Il nostro territorio è una gran bella vetrina.

Cosa fa concretamente Ticino Moda per le aziende?

La sua missione è molto ben definita e delimitata: promuovere, nel nostro cantone, le condizioni favorevoli allo sviluppo di aziende operanti nel settore moda. Se volessimo utilizzare una metafora contadina, potremmo dire che compito di Ticinomoda è arare il terreno sul quale gli imprenditori possano poi seminare e far crescere le loro piante. Lavoriamo dunque per offrire capacità territoriali alle capacità imprenditoriali che operano sul mercato globale. È il connubio vincente. Senza le capacità territoriali, quelle imprenditoriali scelgono altre localizzazioni. Nell’ambito di questa missione l’associazione cura i rapporti con le istituzioni, si impegna nella formazione, collaborando ad esempio con la Scuola tecnica dell’abbigliamento, con la SUPSI e con offerta formativa propria e in collaborazione con la Camera di commercio; promuove l’informazione e le sinergie tra le ditte associate. C’è poi un aspetto importantissimo. Ticinomoda è firmataria di due contratti collettivi di lavoro: quello specifico per la produzione del settore della moda e dell’abbigliamento e uno per gli impiegati di commercio. Siede anche nelle due commissioni paritetiche di questi contratti.

La moda non è solo tessile. Quanto rende il ramo al Cantone in termini di gettito, posti di lavoro e Pil?

In Ticino abbiamo una settantina di aziende della moda, con circa 6’000 posti di lavoro. Le imprese fanno sia produzione vera e propria, sia progettazione e disegno, sia logistica, sia gestione dei marchi. Attività dunque diversificate, che coprono praticamente tutto lo spettro del ramo della moda, anzi del “metasettore” della moda, come lo ha definito il recente studio dell’Istituto di ricerche economiche “Ticino futuro – Riflessioni per un itinerario economico ticinese”, che lo ha individuato come uno dei quattro principali motori della crescita nella visione “Ticino 2025”. Non disponiamo del dato isolato relativo al PIL. Quanto al contributo che il ramo fornisce al gettito fiscale, non c’è dubbio che sia rilevante: al Cantone, la moda paga circa 90 milioni di franchi all’anno (persone giuridiche).

Quali sono le sfide che deve affrontare in questo momento il settore?

Al di là della salvaguardia di un mercato aperto, del problema valutario, dell’eccesso di regolamentazioni, della competitività fiscale, della stabilità in generale, c’è una preoccupazione di fondo che non ci lascia tanto tranquilli: è il clima negativo – in tutta Europa – nei confronti delle imprese e in particolare di quelle che si muovono sul mercato globale, che sta contagiando anche il nostro Cantone. L’arrivo in Ticino di un’industria con decine o centinaia di posti di lavoro fa quasi scattare una reazione emotiva negativa. Sembra quasi che l’imprenditore che sceglie il Ticino sia un fattore di disturbo. Fino a non molti anni fa succedeva il contrario. Questo è molto pericoloso. Viviamo certamente un periodo non facile: conosciamo il problema dei frontalieri, sul quale c’è una sensibilità spiccatissima. Però quando si arriva a rimettere in discussione le basi stesse dello sviluppo economico (cioè l’insediamento di nuove imprese e l’espansione di quelle esistenti), si supera il livello di guardia. Dobbiamo fare in modo che questa involuzione nel clima generale venga fermata e poi rigirata. Non ci può essere un futuro positivo, di benessere, di opportunità in un territorio che diventa tendenzialmente ostile all’imprenditoria, soprattutto a quella che viene da fuori.

Fino a poco tempo fa il Ticino sembrava molto attraente per le imprese. Perché?

Nel pieno della crisi strutturale degli anni Novanta, quando il Ticino perse ventimila posti di lavoro e quando la disoccupazione sfiorò l’8%, quasi quadruplicando in meno di un decennio, venne varata una strategia di rilancio fondata sulla competitività fiscale, sugli incentivi alle innovazioni economiche (il famoso progetto Copernico), sull’ottimizzazione dell’apertura del mercato del lavoro poi sopraggiunta con i Bilaterali. L’economia ha ricominciato a creare posti di lavoro e ad attirare nuove imprese. Poi da un lato ci si è fermati lungo la strada delle riforme di competitività (in campo fiscale ad esempio non si più fatto nulla di sostanzioso), c’è stata la crisi della finanza e dei debiti e non pochi cittadini residenti si sono sentiti esclusi dalle nuove opportunità che l’apertura del mercato ha offerto. A tutto questo si sono aggiunte le pressioni esterne sulla Svizzera, le tensioni con l’Italia e quel clima negativo abbastanza generalizzato in Europa di cui si è detto prima

La dipartita di Armani è segnale di una controtendenza?

Non direi. Il caso Armani, che comunque non abbandona completamente il Ticino, ha ragioni specifiche, particolari, indipendenti dalle tendenze generali di cui si è detto. Di certo, le pressioni dall’Italia non sono estranee a quella scelta.

Cosa sta cambiando?

Lo abbiamo visto e giova ripeterlo: c’è un clima generale di ostilità all’imprenditoria che deve preoccuparci tutti. Paradossalmente, questo clima che in Ticino vediamo deteriorato, è peggiorato meno in Ticino che attorno a noi, ma questo non può essere un motivo per stare con le mani in mano. Mal comune non è mezzo gaudio: il nostro paese deve darsi da fare. Ci sono le capacità imprenditoriali, ci sono – seppure da migliorare – le capacità territoriali, ma in questo connubio vincente si è intrufolata la negatività verso il fare impresa. Occorre affrontare questo problema e ripristinare un clima più favorevole all’imprenditoria. Ci vorrà tempo: prima si comincia, meglio è.

RESOCONTO DELL’EVENTO “STRATEGIA SOSTENIBILE COME SVILUPPARLA E SFRUTTARLA AL MEGLIO”

Lunedì 14 dicembre si è tenuto, presso la sede di Hugo Boss Ticino SA di Coldrerio, l’evento “Strategia Sostenibile come svilupparla e sfruttarla al meglio”. L’incontro – organizzato dalla SUPSI in collaborazione con il gruppo di lavoro Fashion and Luxury Supply Chain della the Verein Netzwerk Logistik (VNL) e sostenuto dalla nostra associazione – ha voluto fungere da stimolo per un dibattito sui temi della sostenibilità e da catalizzatore per sviluppare nuove iniziative, aumentando così la consapevolezza di tutti gli attori delle filiere fashion e lusso sull’importanza di identificare e sviluppare un’adeguata Strategia Sostenibile. Per questo motivo sono stati presentati dei dati e trend generici riguardanti l’adozione di una Strategia Sostenibile ed i suoi potenziali impatti, quali quelli registrati da alcune aziende della regione attive sul tema, in particolare Hugo Boss Ticino SA e VF International.

Una gestione proattiva delle sfide legate alla sostenibilità può generare grandi opportunità di successo ma richiede lo sviluppo di soluzioni innovative, che può essere facilitato dalla collaborazione tra singole imprese, associazioni e ricercatori scientifici. Proprio per questo motivo Ticinomoda rimane a vostra disposizione per incanalare le vostre esigenze sul tema fungendo così da incubatore per un dibattito costruttivo che integri i diversi attori toccati.

Per qualsiasi informazione supplementare o per farci pervenire i vostri spunti di riflessione o esigenze in materia vi preghiamo di voler scrivere a: info@ticinomoda.ch

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Strategia Sostenibile come svilupparla e sfruttarla al meglio – 14 dicembre 2015 ore 16.30 presso la sede di Hugo Boss Ticino SA a Coldrerio

È con piacere che vi invitiamo, su richiesta degli organizzatori SUPSI e gruppo di lavoro Fashion and Luxury Supply Chain della the Verein Netzwerk Logistik (VNL), all’evento “Strategia Sostenibile come svilupparla e sfruttarla al meglio”, che riguarda il settore moda e che sarà introdotto dalla nostra Presidente Avv. Marina Masoni. Il simposio avrà luogo il 14 dicembre 2015, dalle 17:00 alle 20h00 presso la sede di Hugo Boss Ticino SA, a Coldrerio in via Sant’Apollonia 32 (http://group.hugoboss.com/files/Direction_HBTicino.pdf ).

L’obiettivo dell’evento è di essere uno stimolo per il dibattito sui temi della sostenibilità e di fungere da catalizzatore per sviluppare nuove iniziative; aumentando la consapevolezza di tutti gli attori delle filiere fashion e lusso sull’importanza di identificare e sviluppare un’adeguata Strategia Sostenibile. Per questo motivo saranno presentati sia dati e trend generici riguardanti l’adozione di una Strategia Sostenibile ed i suoi potenziali impatti che i risultati di specifiche esperienze acquisite in questo campo da aziende della regione.

Programma

16:30 Registrazione

17:00 Benvenuto e introduzione

17:10 Avv. Marina Masoni, Ticino Moda, Sfide e opportunità del sistema moda in Ticino

17:20 Heinz Zeller, HB, HB’s Environmental tools and initiatives

17:40 Anna Maria Rugarli, VF International, VF’s Approach to Community Engagement

18h00 Luca Canetta, VNL and Supsi, The benefits of a comprehensive Sustainable strategy

18:20 Dibattito: Come facilitare lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili per il sistema moda in Ticino

dalle 19:00 Aperitivo di Networking

Cliccate qui per scaricare il flyer di presentazione dell’evento.

La vostra presenza sarà molto gradita, cosi come quella dei vostri collaboratori particolarmente interessati alle tematiche dell’evento.
Vi preghiamo di confermarci la vostra presenza entro il 10 dicembre inviando una e-mail a info@ticinomoda.ch

Modifiche 2016

IPG: riduzione dell’aliquota di contribuzione

Dal 1° gennaio 2016, l’aliquota di contribuzione IPG verrà ridotta dallo 0.5 allo 0.45%. Di conseguenza, i
contributi AVS / AI / IPG ammontano ora al 10.25%.
La nuova aliquota di contribuzione del 10.25% richiede un terzo decimale dopo la virgola (5.125%) dopo la
ripartizione per metà datore di lavoro – lavoratore. Vogliate accertarvi che il vostro programma salariale tenga
conto di questa modifica.

LAINF / AD: nuovo limite massimo per il guadagno assicurato

Dal 1° gennaio 2016, il nuovo limite massimo per il guadagno assicurato nell’ambito dell’assicurazione contro
gli infortuni e la disoccupazione verrà aumentato da CHF 126’000.- a CHF 148’200.-.
Pertanto, nell’assicurazione contro la disoccupazione i redditi superiori al nuovo limite massimo di CHF
148’200.- sono soggetti all’AD-2.

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Sul numero di luglio di Ticino Management,  è stato pubblicato l’articolo “Lusso per il mondo” che tratta del settore moda in Ticino e della nostra associazione.

Qui di seguito leggi l’approfondimento per esteso.